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23 Novembre 2003: Legofest XVIAnche quest'anno il prestigioso raduno DADI.COM, svoltosi a Crema nella sede dell'università, ha gentilmente messo a disposizione un locale per il nostro Legofest, trasformandolo quindi in un evento pubblico. Sommario Modelli
Il line-follower di Mario, dotato di 2 light sensor per affrontare gli incroci.
La piattaforma rotante di Luca per le manovre dei vagoni stazione.
Il vivaio, sempre di Luca, parte del bellissimo diorama presentato a Zwolle e a Monza.
Il robot "block-sorter" di Mario. E' dotato di una pinza pneumatica in grado
di muoversi lungo 2 assi, e ordina le pedine per colore.
Il torneo di Rubacubetto
Diabolik - di Guido Truffelli - 3 vittorie su 5 incontri. Il robot di Guido, azionato e
gestito da Ezio, se ne andava in giro in modo casuale per il campo convogliando un eventuale
cubetto in un apposito alloggiamento centrale. Il robot in realtà non era a conoscenza della
avvenuta cattura, dato che non aveva sensori di rilevazione del cubetto. Però aveva un sistema
rotante che aveva la duplice funzione di trattenere un eventuale cubetto durante le manovre
in retromarcia, e di espellerlo con un lancio non appena giunto in contatto e allineato con
il proprio campo. Per gestire questa operazione di allineamento montava due sensori di luce,
uno a destra e uno a sinistra. Punto di forza del robot la sua capacità di uscire in modo
autonomo da tutte le situazioni di collisione o di stallo contro le sponde. Punto di
debolezza, la lunghissima procedura di setup pre-incontro che ha messo a dura prova la
pazienza di Ezio. Salvo poi scoprire che era da eseguire una-tantum :-)
Pippo - di Francesco Silvestri - 2 vittorie su 5 incontri. Francesco merita una menzione per
l'idea più originale. Il suo robot sembrava fuori misura, dato che il lato lungo misurava
ben oltre i 24 bottoni, ma in effetti quella era la diagonale di un quadrato di 24 x 24.
Iniziando il movimento con la sua ipotenusa parallela alle sponde laterali del campo, il
robot oscillava avanti e indietro nel campo avversario, "rimbalzando" tra la sponda di fondo
e il limite dei due campi. Ad ogni inversione di marcia il robot modificava il raggio
di sterzata, inizialmente nullo, descrivendo degli archi di cerchio via via sempre più stretti,
quindi spazzolando il campo avversario con traiettorie a mezzaluna convergenti verso il
centro. I cateti del triangolo spingevano i cubetti verso il proprio campo.
Debolezza: non era in grado di catturare i cubi posizionati verso gli angoli esterni del
campo avversario. Caratteristica peculiare: i rumori terribili e preoccupanti che faceva
durante le collisioni contro le sponde!
Panic - di Gabriele Simone - 0 vittorie su 5 incontri. Era ovvio che a Gabriele mancasse un
po' di esperienza di costruzione e programmazione, e il suo robot è spesso stato più di
aiuto agli avversari che a se stesso. Però abbiamo tutti apprezzato la sua partecipazione,
e la determinazione con cui Gabriele non si è arreso davanti alle molte difficoltà pre-gara
(incluso un grave guasto al RCX).
Mr Black - di Federico Lo Monaco - 4 vittorie su 5 incontri. Si trattava di un synchro-drive,
cioè un robot in grado di cambiare direzione senza cambiare orientamento. Partendo da un lato,
si muoveva avanti e indietro nel campo avversario, spostandosi lentamente anche da sinistra
a destra e poi viceversa, come a disegnare tante "Z" in successione. Al centro aveva un
tunnel con un piccolo convogliatore frontale e un meccanismo di chiusura, sempre frontale.
Durante la fase di avanzamento il tunnel era aperto, mentre dopo l'intercettazione di un
cubetto (e comunque sempre durante la fase di ritorno), il tunnel si chiudeva, in modo da
trascinare il cubetto verso casa. Solido e impeccabile nel funzionamento, con la sua
impressionante metodicità ha rischiato di vincere più di un incontro per cappotto.
Babele - di Stefano Ferrari - 1 vittoria su 5 incontri. Come Stefano ha ammesso, era evidente
che a Babele fosse mancato il tempo... quello che il suo costruttore non gli ha dedicato!
Era dotato di una ganascia frontale per la cattura dei cubi, e di un bumper flessibile per
riconoscere (in teoria) urti frontali e laterali. Ha pagato il prezzo della messa a punto
frettolosa in termini di scarsa efficacia di cattura e di numerose penalità di
riposizionamento.
Rubak - di Mario Ferrari - 5 vittorie su 5 incontri. Il robot era progettato per
entrare nel campo avversario e restare sempre lì, girando in senso antiorario,
in modo più o meno casuale. Un convogliatore a "V" intercettava i cubetti incontrati
nel percorso indirizzandoli al centro del robot, dove la pressione del cubetto spostava
una leva e indicava al robot la presenza del cubetto medesimo. A quel punto il robot
si girava verso il proprio campo e, tramite la leva stessa di rilevazione, collegata
a un motore, lanciava il cubetto nella direzione giusta (quasi sempre ;-)).
La difficoltà tecnica del progetto stava tutta nel sistema di navigazione, basato
su un differenziale e su un sensore di rotazione, che permetteva al robot di conoscere
il proprio orientamento e quindi sapere da che parte girarsi per il lancio.
Pippo e Panic
Mr. Black e Diabolik
Rubak e Babele
Foto di gruppo per i robot. Sullo sfondo :-) Carlo, Marco, Ezio, Mario e Gabriele.
Mario osserva la sua creatura in azione.
Pippo di Francesco contro Rubak di Mario.
Babele di Stefano contro Diabolik di Guido.
Pippo di Francesco colto in primo piano.
Diabolik di Guido si districa tra i cubetti.
Noi e il pubblico
Stefano sfrutta i ritagli di tempo per gli ultimi ritocchi a Babele,
il suo concorrente per il torneo di Rubacubetto.
Vista d'insieme dell'aula, con il tavolo delle creazioni dei concorrenti
di "Slega la Fantasia"
Ezio si è prestato ad accudire il robot di Guido, che non è potuto venire,
ed è impegnato nella complicatissima procedura di set-up.
Ezio, Marco, Carlo e Francesco in mezzo al pubblico della gara.
Ancora il pubblico, sempre numeroso intorno alla pedana dove si svolgevano gli incontro.
Un incontro, forse tra Francesco e Guido-Ezio, con Mario, Carlo e Federico che osservano.
L'assembramento intorno al tavolo della gara di Rubacubetto, e il mega-screen
che purtroppo ha funzionato solo a momenti.
Il concorso "Slega la fantasia"
Opera fuori concorso per il tema "Una scena spassosissima", prima di 4 modelli
di 2 bambini in incognito (Carlo ed Ezio) :-)
Opera fuori concorso per il tema "Un animale che non c'è".
Opera fuori concorso per il tema "Una macchina che non si è vista".
Opera fuori concorso per il tema "La casa che vorrei".
"Zuggo I", di Marco Doldi, menzione speciale della giuria.
"Un mostro a quattro occhi", di Alice Scandelli.
"Attacca-mafia", di Andrea Soccini.
"Corridore", di Andrea Scandelli.
"Treno", di Marco Allegri.
"Jet" e "Final" di Matteo Beati, premiato dalla giuria.
"Ponte mobile" di Tommaso Allegri, premiato dalla giuria.
Matteo e Tommaso ritirano il primo premio.
Marco ritira il premio speciale attingendo direttamente dalla J-box.
Tutti quanti, entro i 12 anni:-), ritirano il premio di partecipazione.
Alice, la partecipante più giovane, ritira il premio assistita da Stefano Ferrari.
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